Inventato negli Stati Uniti negli anni ’60 per segnare l’inizio della stagione degli acquisti natalizi, il termine Black Friday era usato per descrivere il caos che seguiva il venerdì dopo il Ringraziamento, quando iniziava lo shopping sfrenato.
Con il tempo, i rivenditori hanno iniziato ad assorciarlo all’idea che le vendite di quel giorno portassero i conti in attivo (in “nero”, termine che effettivamente qui in Italia non rende molto l’idea) rispetto a quelli in passivo (in “rosso”).

La verità sul Black Friday è che tutti i negozi avrebbero bisogno di un po’ di liquidità in più per affrontare l’acquisto della merce per il Natale e gli anticipi sulle tasse di fine anno. Allo stesso tempo, tutti i clienti vorrebbero risparmiare un po’ prima delle Feste.
Senza girarci tanto intorno, potremmo lanciare un bel codice sconto “LIQUIDI” e sarebbe tutto più chiaro.
In questi anni sono stata sempre sul filo del rasoio, indecisa se chiudere del tutto lo shop online in questi giorni o offire uno sconto poco sostenibile ma che mi avrebbe fatto arrivare a Natale tranquilla.
Ho scelto di non cedere agli sconti folli. Ho fatto sconti piccoli. Ho chiesto di passare parola ai clienti più fidati perché facessero conoscere eco and eco, che è comunque un negozio di 60 metri quadrati in un paesello di poco più di 6000 anime.
Sono rimasta arroccata nella mia posizione di non voler sminuire il lavoro dei produttori e di tutta la filiera, compreso il mio.
Poi però gli ordini di Novembre, anno dopo anno, sono iniziati a calare.
Mentre io mi davo una pacca sulla spalla perché non avevo fatto sconti folli e avevo mantenuto i giusti prezzi, gli sconti li hanno fatti i miei concorrenti.
Mentre io continuavo a lasciare gli stessi prezzi per i miei prodotti sostenibili e scelti con cura, i clienti mi dicevano che li avevano comprati direttamente dai produttori per risparmiare un po’.
E magari mi dicevano anche che quel marchio l’avevano scoperto grazie a me, che per scovare nuovi marchi sono una garanzia.
In compenso su Instagram ho ricevuto tanti like per le mie scelte etiche, ma coi like non ci paghi i fornitori a fine mese.
E allora in questo Novembre mi chiedo: a che gioco sto giocando?
Tu che mi leggi ormai da un po’… come la vedi?




























