Non so delegare.
È una frase che mi sono ripetuta spessissimo in questi anni, in particolare da quando cercavo di conciliare lavoro in proprio, figlie e casa.
Non che prima mi riuscisse, eh, ma diciamo che riuscivo a mascherarlo meglio. Più o meno come il “Non so dire di no”, e devo ammettere che quando le due cose vanno a braccetto non ci sono tante speranze di uscirne riposate.

L’obiettivo dell’anno scorso è stato proprio quello di imparare a dire di no.
Non so quanta fatica mi sia costato farlo, soprattutto quando la richiesta in questione era accompagnata dalla frase: “ho un progetto pazzesco in mente, pensavo di coinvolgerti”. Hai presente? Ecco, quella sensazione lì.
Quanto mi è dispiaciuto dare solo qualche timido consiglio, e rispondere che in quel momento non potevo proprio…
Ma il tempo extra che mi è tornato indietro l’ho investito per realizzare alcuni dei progetti più belli dello scorso anno: i primi video, i 30ecodays, gli esperimenti STEM con le mie figlie, la mia formazione.
Non ho detto di no a tutto, e mi sono fatta coinvolgere lo stesso in tanti bei progetti, ma per me è stato un piccolo grande passo avanti. Mi ha fatto sperare tra me e me: chissà che il prossimo anno non impari anche a delegare?
E così, un pezzetto alla volta, ho iniziato a mettermi alla prova sulla delega. Ho chiesto aiuto per la migrazione del sito, per sistemare alcune grafiche e per riscrivere i termini e le condizioni dell’ecommerce. Ma rivolgermi a dei professionisti esterni per delle consulenze una tantum è stato un po’ “barare”, perché è l’unica cosa che avevo già fatto negli anni in più occasioni. Insomma, il primo passo non conta.
Il secondo passo l’ho fatto quando ho chiesto a Debora di mettere mano a quelle schede prodotto del sito che non riuscivo mai a sistemare, e di inserirmi qualche prodotto nuovo.
Stavano arrivando tante novità prima di Natale e io non riuscivo a mettermi in pari. Debora nella vita fa l’assistente virtuale, ma la sera in cui aprendo il sito ho trovato le schede sistemate e i prodotti inseriti ho pensato che facesse i miracoli (e un po’ lo penso anche ora a dire il vero).
Il terzo passo l’ho fatto dieci giorni fa, dopo due mesi passati a impacchettare, rispondere alle mail e alle richieste, riordinare, sistemare e correre su e giù per il negozio da sola. Ogni giorno un po’ più stanca.
Ho trovato finalmente un aiuto per sistemare il negozio e a preparare i pacchi in partenza. Così magari, finalmente, riesco a tirare un po’ il fiato e rimettere mano ai progetti per il 2020, fermi al 1 gennaio.
Non so delegare, ma ci provo. E a modo mio, posso dirlo forte, questa fine di maggio è stata comunque un nuovo inizio.
A presto!
Gloria




























