Fare la raccolta differenziata in maniera corretta è un gioco da ragazzi: basta informarsi bene con l’azienda locale che si occupa di smaltimento dei rifiuti sul come e dove va riciclato ogni prodotto e materiale. Riciclare è una delle 7 R dell’ecologia fondamentali nel nostro percorso verso una vita a impatto zero, di cui ho parlato anche in questo video.
Qualche numero
Secondo i dati del Rapporto Rifiuti Urbani 2018 dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) la produzione di rifiuti urbani è calata dell’1,7% nel 2017, per un totale di 29,6 milioni di tonnellate. Nel 2017 la raccolta differenziata in Italia ha raggiunto la percentuale di 55,5%, con un valori più alti al Nord (66,2%), più bassi al Sud (41,9%), e vicino alla media nazionale per il Centro (51,8%).
Facciamo una prova (per 30 giorni)
Ogni mese tiravamo le somme di quanto avevamo buttato tra plastica, organico, indifferenziato, vetro e carta, per capire quanto fosse il nostro impatto ambientale e se le nostre percentuali di raccolta differenziata fossero o meno in linea con la media nazionale (o comunale).
Fu una bella sfida, anche perché all’epoca vivevamo ancora in appartamento e avevamo due bimbe piccole in età da pannolino (lavabile). In più, solo in quel periodo (se non ricordo male era il 2010) stava partendo nel nostro comune la raccolta differenziata porta a porta, e ci tenevo ancora di più a capire cosa si potesse fare per migliorare.Alla fine dei tre mesi scoprimmo che la nostra raccolta differenziata si attestava al 90%-92%, ben al di sopra della media nazionale e comunale dell’epoca (e ahimé anche attuale). Peccato non aver conservato i dati sui pesi, sarei stata curiosa di confrontarmi con i rifiuti prodotti oggi, con tre figlie più grandicelle e una casa in campagna.
Sul discorso peso dei rifiuti indifferenziati, infatti, spesso osserviamo i dati in maniera parziale. Anche se la raccolta differenziata in percentuale è aumentata di molto negli ultimi anni, spesso il rifiuto indifferenziato è rimasto fisso allo stesso peso pro-capite. Questo significa, in realtà, che abbiamo aumentato i nostri rifiuti differenziabili, ovvero, nella maggior parte dei casi, gli imballaggi dei prodotti che acquistiamo, senza ridurre l’indifferenziato.
Per capire quale percentuale di indifferenziato stiamo producendo possiamo organizzarci anche noi per pesare i nostri rifiuti e calcolare le percentuali nei prossimi 30 giorni.
Le storie che fanno bene all’ambiente
Nel 1994 è nato il concorso di Legambiente “Comuni Ricicloni”, quest’anno alla sua 26a edizione. Patrocinata dal Ministero per l’Ambiente, premia le comunità locali, amministratori e cittadini, che hanno ottenuto i migliori risultati nella gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata. Viene premiato chi produrrà meno rifiuti indifferenziati, dati dalla somma del secco residuo e dalla parte di rifiuti ingombranti non recuperata. Il limite da non superare per entrare nelle graduatorie dei meritevoli è di 75 Kg per abitante annui.
Nel 2018 solo il 6% dei comuni italiani è risultato un comune Rifiuti Free dei Comuni Ricicloni, c’è ancora tanto lavoro da fare! E tu sai a che punto è il tuo Comune?
Si comincia da piccoli a “fare da differenzia”!
Ma veniamo a noi
L’eco sfida di oggi è semplicissima: racconta come ti organizzi con la raccolta differenziata in casa e condividi la tua esperienza con l’hashtag #30ecodays e invita tuttə a fare altrettanto!
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