
Quando, ormai diversi anni fa, ho piantato le mie prime aromatiche sul balcone, non sapevo certo dove mi avrebbero portato quelle piantine!
Ho iniziato giusto con qualche pianta aromatica: il rosmarino e il basilico per la pizza, perché mi piaceva sapere di averli sempre freschi e a portata di mano. Poi ho letto che potevo provare anche a coltivare anche le fragole, che si sono rivelate la più grande soddisfazione delle piante coltivate in vaso. Così ho provato anche coi pomodorini, l’insalatina, la rucola, i cetrioli… e nel giro di poco tempo ci siamo ritrovati con un vero e proprio orto in miniatura. L’orto sul balcone è stato il primo passo verso quello che sarebbe stato l’orto che avremmo realizzato poi nella nostra casa in campagna (quello che vedi nella foto qui sopra), che ci dà la maggior parte della verdura che portiamo in tavola.
Di come abbiamo realizzato il nostro orto biologico da zero e della sua evoluzione ho parlato anche in questo video e nel blog di Villavillacolle, che è il racconto della nostra avventura in campagna.
L’orto, nel tempo, è diventato il fulcro della vita all’aria aperta un po’ per tutta la famiglia, e per me è anche l’angolo in cui vado a sedermi quando ho bisogno di schiarire un po’ i pensieri. Coltivare da soli la verdura e la frutta che portiamo in tavola è un po’ come fare il pane: un gesto rivoluzionario. Perché ci riporta con le mani nella terra, consapevoli che possiamo portare a tavola cibo buono e sano prodotto con le nostre mani e la nostra fatica. E soprattutto a metri zero!
Orti urbani o collettivi
E se non hai nemmeno un balcone o un davanzale in cui coltivare una piantina? Chiedi ad un amico di condividere spazio e fatiche nel suo orto! Oppure informati in Comune e chiedi se hanno in progetto la realizzazione di un orto urbano! Gli orti urbani sono sempre più diffusi in Italia, e sono una grande opportunità per i Comuni e per i cittadini. Per i Comuni di recuperare zone degradate o difficili da gestire, per i cittadini di avere a disposizione un fazzoletto di terra da coltivare a un prezzo davvero minimo. Gli orti urbani possono essere destinati ai bambini, alle famiglie, agli anziani, alle scuole e alle associazioni. Perché non proporlo anche nel nostro Comune?
L’orto a scuola
Nella nostra scuola dell’infanzia l’orto a scuola è ormai una realtà da ben sei anni, e con Vera abbiamo avuto il privilegio di partecipare al progetto Ortolandia per tutti i tre anni del suo corso, perché sono state proprio le sue maestre ad idearlo e metterlo in piedi, partendo da zero. L’orto conta sulla collaborazione di maestre, genitori e nonni, ma i veri e propri protagonisti sono solo loro: i bimbi! Quelli che si sporcano le mani nella terra trapiantando, zappettando, raccogliendo e prendendosi cura per tutto l’anno delle loro amate piantine. L’entusiasmo con cui i bimbi vivono grazie all’orto il ritmo delle stagioni e il ciclo delle piante e della natura è un’emozione unica, e sono davvero orgogliosa di questo progetto!
A mali estremi, estremi rimedi!
C’è chi di notte recupera un’aiuola abbandonata e ci pianta dei fiori. O chi lancia una “bomba di semi” in un parco. O chi pianta i pomodori in un giardino abbandonato, seminandolo e prendendosene cura. Sono azioni di guerrilla gardening, una protesta attiva messa in pratica dai gruppi di ambientalisti che nella notte (ma non solo) entrano in azione per recuperare pezzi di terra abbandonati. Lo scopo è portare all’attenzione di tutti il diritto di poter coltivare il proprio pezzo di terra, oltre che di migliorare l’aspetto dei terreni abbandonati. E se ci pensiamo bene… non hanno mica poi tanto torto!
Se non hai mai pensato di piantare qualcosa di commestibile sul tuo balcone, o sul davanzale, o in giardino… inizia oggi! Puoi partire con l’insalata, con una piantina aromatica o con le fragole (che tra poco daranno i loro frutti e sono resistentissime in vaso).
Condividi la tua esperienza con l’hashtag #30ecodays e invita tuttə a fare altrettanto!
Non sei ancora iscrittə?




























