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Ad Aprile tieni d’occhio i tuoi rifiuti

Un anno per diventare Zero Waste imperfettə!

Come è andata con la sporta a marzo?

Io non esco praticamente mai senza, e devo dire che il mese appena passato è stato particolarmente facile per me. Me la sono dimenticata solo un giorno, e piuttosto che prendere il sacchetto ho fatto il giocoliere con la spesa. Capita anche a te? A me sempre!

Questo mese il focus è sui rifiuti, per cercare di acquisire consapevolezza di quanti rifiuti produciamo, e non solo. Cerchiamo già di adottare uno stile di vita il più possibile zero waste e minimalista, ma prendere consapevolezza di quello che facciamo (o non facciamo) adesso è il punto di partenza per migliorare ancora.

I prossimi spunti arriveranno sempre nella newsletter il primo giorno del mese. Sono spunti semplici, per coinvolgere anche i più piccoli (o i più grandi, a seconda che tu voglia metterli in pratica con i tuoi figli o i tuoi genitori).

Ad Aprile tieni d’occhio i tuoi rifiuti

Nel 2010 ho partecipato a un progetto (che purtroppo non è più online) che si chiamava “Chi(lo) pesa?”. Consisteva nel tenere una sorta di diario dei rifiuti per monitorare le percentuali di raccolta differenziata e indifferenziata della propria famiglia. Avevo aderito con molta curiosità insieme ad altri partecipanti. Eravamo nuclei familiari molto eterogenei, e per questo leggere i risultati del progetto fu per me ancora più interessante.

Ogni mese tiravamo le somme di quanto avevamo buttato tra plastica, organico, indifferenziato, vetro e carta, per capire quale fosse il nostro impatto ambientale e se le nostre percentuali di raccolta differenziata fossero o meno in linea con la media nazionale (o comunale).

Fu una bella sfida, anche perché all’epoca vivevamo ancora in appartamento e avevamo due bimbe piccole in età da pannolino (lavabile). In più, solo in quel periodo stava partendo nel nostro comune la raccolta differenziata porta a porta, e ci tenevo ancora di più a capire cosa potessi fare per migliorare.

Alla fine dei tre mesi scoprimmo che la nostra raccolta differenziata si attestava al 90%-92%, ben al di sopra della media nazionale e comunale dell’epoca (e ahimé anche attuale). Peccato non aver conservato i dati sui pesi, sarei stata curiosa di confrontarmi con i rifiuti prodotti oggi, con tre figlie più grandi e a distanza di 12 anni.

Sul discorso peso dei rifiuti indifferenziati, infatti, spesso osserviamo i dati in maniera parziale. Anche se la raccolta differenziata in percentuale è aumentata di molto negli ultimi anni, spesso il rifiuto indifferenziato è rimasto fisso allo stesso peso pro-capite. Questo significa, in realtà, che abbiamo aumentato i nostri rifiuti differenziabili, ovvero, nella maggior parte dei casi, gli imballaggi dei prodotti che acquistiamo, senza ridurre l’indifferenziato.

Per capire quale percentuale di indifferenziato stiamo producendo possiamo organizzarci anche noi per pesare i nostri rifiuti e calcolare le percentuali nei prossimi 30 giorni.

Non fissare obiettivi irraggiungibili

So già che la nostra indifferenziata non entrerà mai in un barattolo da conserva. Spesso in questi anni mi sono imbattuta in diversi video su YouTube che mostrano i rifiuti indifferenziati di un intero anno raccolti dentro un barattolo di vetro, e devo ammettere che alla vista del barattolo la mia sensazione è stata di… sconforto.

Semplicemente, avevo già perso in partenza.

Non sarei mai riuscita a fare altrettanto. Siamo comunque in cinque, viviamo in un paesino di provincia e non abbiamo botteghe sfuse o negozi attenti a limitare gli imballaggi. Per cui l’obiettivo “barattolo della conserva” per me rimane irraggiungibile, ma cerco comunque di fare del mio meglio. 

Organizzazione e autoproduzione sempre

Cerco sempre di organizzare il menu della settimana (almeno nella mia mente) con un po’ di anticipo, e di conseguenza pianifico la spesa in modo tale da limitare gli imballi e soprattutto gli sprechi.

Controllo sempre la dispensa prima di uscire per la spesa, per vedere se ho già alcuni ingredienti o se magari c’è qualche prodotto che sta per scadere, da consumare a breve. Molti prodotti li acquistiamo tramite GAS, e quindi spesso in dispensa ci sono tanti ingredienti base.

Porto sempre le mie sporte e i sacchettini in cotone
quando faccio la spesa, così da evitare imballaggi extra. Nel negozio di frutta e verdura spesso riesco a fare una spesa sfusa al 100%. Se non entra tutto nelle sporte metto i prodotti in un cartoncino di recupero, senza altri sacchetti.

In negozio cerco di scegliere prodotti con imballaggio minimo, o se ci sono più opzioni con l’imballaggio più sostenibile e che ha possibilità di essere riciclato all’infinito.

A casa, dedico un (bel) po’ di tempo a preparare una parte dei pasti con un po’ di anticipo. Pulisco, taglio e sistemo le verdure, lesso legumi e cereali in base ai pasti programmati per i successivi due o tre giorni, così da ritrovarli pronti per la cena o per il pranzo. Mi permette di risparmiare tempo e di azzerare gli sprechi.

In generale, cerco di autoprodurre quello che posso. Non tutto e non sempre, perché ci sono dei periodi in cui non ho le energie da dedicare all’autoproduzione (che spesso è un lavoro a tempo pieno). Abbiamo un orto che per buona parte dell’anno ci regala verdura e frutta in quantità, facciamo biscotti, pizza, pane, dolci e conserve in casa. Spesso anche tanto di più, ma dopo tanti anni dedicati all’autoproduzione mi rendo conto che per ognuno di noi c’è un giusto equilibrio.

In ogni caso, qualunque piccola cosa autoprodotta ci permette di risparmiare parecchio sui rifiuti e gli imballaggi. Ed è già un traguardo!

Compost is the new black

Il compostaggio in qualche comune non è ancora così scontato come sembra, tanto che il residuo organico viene conferito insieme ai rifiuti indifferenziati.

Noi ormai siamo cintura nera di compost, tanto che quando ci siamo trasferiti in campagna non ho voluto nemmeno ritirare il cestino. Già da anni infatti, avevamo realizzato la nostra compostiera da balcone a partire da un bidone per l’immondizia.

Quando ci siamo trasferiti in campagna la nostra compostiera si è decisamente ingrandita, anche questa realizzata in casa recuperando quattro vecchi bancali del negozio. Con il tempo è raddoppiata, perché una la utilizziamo in estate e la mettiamo a riposo in inverno e viceversa. Ogni volta prima di riavviare la compostiera che è stata a riposo preleviamo il compost e lo trasferiamo a terra o nella vasca delle semine, pronta ad accogliere terriccio fertile e maturo.

Negli anni la nostra compostiera artigianale ha superato a pieni voti anche l’esame degli ispettori incaricati dei controlli, che si sono sempre complimentati con noi perché la nostra compostiera home made risulta molto più efficiente delle compostiere in plastica assegnate dal centro ambiente.

Un’alternativa che ho sperimentato in appartamento (adesso che trascorriamo qualche giorno a settimana in paese) è il compostaggio con il metodo Bokashi. È un compostaggio domestico alternativo, che permette di ricavare un ottimo liquido fertilizzante e un compost organico ricchissimo, senza cattivi odori né controindicazioni.

Limita l’usa e getta

Dopo due anni come quelli appena trascorsi, prendere consapevolezza di quanto impatto abbiano i prodotti usa e getta sulle nostre giornate è forse più semplice.

Sicuramente è più impegnativo evitare alcuni prodotti rispetto ad altri, ma cerca dove possibile di pensare a una alternativa riutilizzabile prima di usare un prodotto usa e getta.

Rifiuta il rifiuto

Quante volte ci ritroviamo con l’ennesimo omaggio inutile tra le mani? Il volantino al supermercato infilato nella busta della spesa, il gadget all’ingresso del cinema, il prodotto di prova se acquisti due confezioni, i campioncini del prodotto che non useremo mai…

Molte volte dire di no può sembrare scortese, e farlo se siamo accompagnati dai figli può sembrare un’impresa impossibile… ma molto spesso la maggioranza dei prodotti omaggio finisce direttamente nel cestino o nella lista delle cose di cui sbarazzarci. Evitiamo di generare l’ennesimo rifiuto inutile.

Raccogli i rifiuti degli altri

Esco a fare due passi con Coco quasi tutti i giorni. Come tutti i cani ha il suo percorso preferito, e quasi ogni giorno facciamo lo stesso giro per le vie del paese e nel parco. Non passa giorno in cui non raccogliamo qualcosa: bicchieri, pacchetti delle sigarette, bottiglie, mascherine, lattine…

Quando esci a fare una passeggiata, una corsa, un’escursione o anche semplicemente una commissione guarda anche in terra, o sul bordo della strada, o sul marciapiede. Portati magari anche i guanti e un sacchettino, e se trovi qualcosa che è stato buttato in terra raccoglilo.

Un’email del percorso 30ecodays è dedicata solo a questa azione e, se non hai ancora partecipato al progetto, puoi farlo iscrivendoti qui.

Riduci i rifiuti in dieci step

  1. Parti dalla spesa: fai sempre la lista, evita acquisti compulsivi, rifiuta le sporte usa e getta.
  2. Porta sempre le sporte sia per la spesa che per la frutta e la verdura.
  3. Scegli prodotti con meno packaging, a parità di contenuto.
  4. Acquista sfuso: risparmi, trovi prodotti di qualità, hai meno scorte in casa e riduci i rifiuti.
  5. Meno carta e imballaggi: se acquisti prodotti freschi chiedi di ridurre vaschette buste e incarti.
  6. Bevi l’acqua del rubinetto sia a casa che fuori.
  7. Limita l’acquisto di prodotti usa e getta.
  8. Programma i pasti, prepara in anticipo e riusa sempre gli avanzi.
  9. Fai il compost.
  10. Raccogli i rifiuti in giro.

Noi ci rileggiamo qui tra un mese per il prossimo spunto,

Buona giornata,
Gloria

P.S. Ti sei persə i mesi precedenti? Nessun problema, eccoli qui sotto!

GENNAIO – A Gennaio inizia con il decluttering
FEBBRAIO – A Febbraio non acquistare nulla
MARZO – A Marzo porta la sporta


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Troverai anche i prossimi passi per diventare Zero Waste imperfettə, uno per ogni mese di questo 2022. Che aspetti?

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