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A Marzo Porta la sporta! (E diventa Zero Waste)

Un anno per diventare Zero Waste imperfettə

Come è andata con il mese senza spese a febbraio?

Io sono riuscita a rispettarlo per tutto quello che riguarda gli oggetti, il meall prep, gli acquisti compulsivi, le pratiche di gratitudine. Mi sono concessa invece la pausa caffé al bar e una cena fuori con tutta la famiglia.

In questi giorni ho approfittato per risistemare alcune delle mie liste dei desideri. Ho ritrovato qualcosa che avevo salvato nel 2018, e che evidentemente non era indispensabile. 🙂 Altre cose (soprattutto libri, il mio punto debole) invece li ho messi nella lista delle cose che acquisterò presto.

Lo spunto di questo mese è “Porta la sporta“! Se hai già partecipato ai 30ecodays sai bene che questa è anche una delle sfide proposta nei 30 giorni. Se non hai già partecipato… puoi iscriverti qui.

I prossimi arriveranno sempre nella newsletter il primo giorno del mese. Sono spunti semplici, per coinvolgere anche i più piccoli (o i più grandi, a seconda che tu voglia metterli in pratica con i tuoi figli o i tuoi genitori!)

Zero Waste

A marzo “Porta la sporta!” e vai verso lo Zero Waste

La borsa in tela per fare la spesa a casa nostra è ormai un’abitudine consolidata da tantissimi anni, tanto che non saprei dire quando abbiamo iniziato a portarci dietro la nostra prima sporta. Io ne ho sempre una grande in cotone per mettere frutta e verdura, più alcune più piccole sempre sul fondo della borsa.

Queste ultime sono in materiale sintetico ma molto resistente, e si possono arrotolare per occupare pochissimo spazio in borsa e magari portarsene dietro tre o quattro. Questa soluzione “light” mi permette di avere sempre un sacchetto extra per qualche spesa imprevista o per una spesa più abbondante. Capita infatti che durante la giornata si cambi programma al volo e magari ci scappi qualche commissione in più nei giri che avevo preventivato.

Le sporte di tela si rivelano sempre utili da tenere in borsa per evitare le buste usa e getta non solo nel fare la spesa, ma in tante altre occasioni. All’occorrenza io le uso per portarmi a casa i documenti del negozio che non entrano nello zaino del pc, oppure per dare alle bimbe solo due quaderni al posto dell’intero zaino se vanno a studiare da una amica.

Ma sono perfette anche per portare il pranzo in ufficio, per riporre i panni sporchi quando viaggiamo, per mettere le scarpe in valigia, per tenere in auto un cambio completo per i bimbi. Insomma, una borsa di tela si può davvero usare un po’ per tutto. Basta attrezzarsi e cercare di non dimenticarsela a casa, insomma.

E per i più distratti, il trucco che suggerisco è di appendere le borse svuotate e arrotolate alla maniglia della porta di casa, magari in una borsina più piccola! Piccole accortezze che ci aiuteranno ad acquisire una buona abitudine che diventerà pian piano un gesto naturale!

Qualche dato verso lo Zero Waste

In Italia i sacchetti di plastica usa e getta sono stati aboliti nel 2011, sostituiti nella maggior parte dei casi con quelli in cellulosa (Mater-bi) biodegradabili oppure con quelli di carta. Ma sostituire le buste usa e getta in plastica con altre buste usa e getta (seppur compostabili) non può evidentemente essere la soluzione. Si stima che siano necessari 3 milioni di ettari coltivati a mais (ne occorre mezzo chilo per produrre 100 bustine) per produrre le buste biodegradabili che usa la sola Europa. Decisamente meglio lasciare il mais al settore alimentare, limitandosi al minimo anche nell’acquisto dei sacchetti in Mater-bi, e adottare una sporta di tela.

Nessuno è perfetto

Può succedere a tutti (e capita anche a me, te lo assicuro) di rimanere senza busta di stoffa o dimenticarla sul tavolino prima di uscire di casa, o ancora non avere abbastanza buste per una spesa più abbondante del solito. E allora? Se possibile, chiediamo magari un cartoncino (nei negozi ce ne sono sempre) che sarebbe comunque andato nella raccolta differenziata. Se non è possibile, cerchiamo di riusare i sacchetti: teniamo da parte i sacchetti in mater bi per il compost, lasciamo i sacchetti di carta più leggeri per incartare qualcosa, o se sono rotti differenziamoli nella carta. E se sono bagnati buttiamoli nella compostiera.

Fai da te

Se abbiamo un minimo di dimestichezza con la macchina da cucire… perché non cucire la nostra sporta da soli? In rete si trova un’infinità di modelli, spunti ed esempi dai materiali più differenti. Uno che mi è rimasto impresso (purtroppo non esiste più il sito originario) è stato il modello Ombrello the reusable, un progetto di design ideato nel 2009 da due giovani designer italiane ed esposto per la prima volta durante la Settimana del Design di Milano. Il modello permette di creare una shopper (e altre cose) partendo dalla tela di un vecchio ombrello. Se ci pensi, dell’ombrello è difficile che si rompa la tela, e recuperarla per creare una shopper quando le bacchette sono irrimediabilmente rotte è un’idea geniale. Se vuoi cimentarti nell’impresa trovi il modello ancora online qui.

Le storie che fanno bene all’ambiente

Porta la sporta è un progetto di educazione e sensibilizzazione ambientale promosso dall’Associazione Comuni Virtuosi. Nata nel 2009, la campagna ha avuto come obiettivo primario quello di promuovere un cambiamento verso stili di vita e di consumo meno impattanti ripensando i gesti quotidiani. Ha spinto, negli anni, a un ripensamento sull’uso improprio della plastica nell’usa e getta e sull’assurdità di sprecare energia e risorse preziose per soddisfare comodità momentanee e compromettere il futuro delle generazioni a venire.

Una borsa di tela è per sempre

Sai quale è stata la shopper riutilizzabile che ha fatto parlare di sé più di tutte? Quella di Shift (al tempo We Are What We Do). La loro borsa I’m not a plastic bag, prodotta a tiratura limitata in 32,000 pezzi e venduta da Sainsbury’s a 5£, fece il tutto esaurito in poche ore. Per la prima volta nella storia, una borsa in tela per la spesa era diventata un oggetto da avere assolutamente!

Non esagerare

Le borse di tela sono realizzate per durare anni e anni, ma non per questo il loro impatto ambientale si azzera, anzi. Per recuperare l’impatto ambientale di una sporta di stoffa dobbiamo utilizzarla almeno 150 volte. Quindi bene averne più di una da usare a rotazione o per la spesa più abbondante, ma cerchiamo di limitarci nell’acquistarne una nuova, se ne abbiamo già abbastanza.

Noi ci rileggiamo qui tra un mese per il prossimo spunto!

Buona giornata,
Gloria

P.S. Trovi le shopper di stoffa anche nello shop, qui.

Ti sei persə i mesi precedenti? Nessun problema, eccoli qui sotto!

GENNAIO – A Gennaio inizia con il decluttering
FEBBRAIO – A Febbraio non acquistare nulla


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Troverai anche i prossimi passi per diventare Zero Waste imperfettə, uno per ogni mese di questo 2022. Che aspetti?

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