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La frittata con le vitalbe

La foto non le rende proprio giustizia, ma d’altra parte rendere fotogenica una frittata non è cosa semplice, soprattutto quando il resto della truppa la aspetta in tavola. Questa frittata è sicuramente più buona che bella, grazie soprattutto alle erbe con cui l’ho insaporita: le vitalbe.

Le vitalbe in questo periodo sono tenerissime. In campagna si trovano un po’ dappertutto, specialmente sui bordi delle strade e lungo i fossi.

Si raccoglie il germoglio in cima, quello più tenero, insieme alle prime due foglioline. Vanno poi lavate bene e scottate  su una padella con un filo di olio e sale. Su queste si versano le uova leggermente sbattute, si lascia cuocere da un lato, dopodiché si ribalta la frittata.

Con le vitalbe, come con gli striscioli, si ottiene una buona frittata ed anche un ottimo risotto , che risulta molto delicato. Noi quest’anno le abbiamo raccolte in abbondanza in campagna, direttamente ai margini dell’orto e nel giardino, dove crescono spontanee. Non le abbiamo ancora tolte dal giardino per mancanza di tempo, e quindi quale occasione migliore per raccoglierle e mangiarsele?

E voi? Come cucinate le vitalbe? E soprattutto, come le chiamate?

 

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Un Commento a “La frittata con le vitalbe”

  1. [...] spontanee ai margini del nostro orto e ne ho approfittato per raccoglierne un mazzetto e farci una frittata buonissima, che sa di primavera e mi ricorda tanto la mia infanzia. Riempire una cassettina coi frutti del [...]