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L’altra spesa, consumare come il mercato non vorrebbe

Le dieci mosse per fare GAS?

1 ) Chiedere ad un amico (gasista) se è possibile entrare nel suo gruppo.

2 ) Cercare il gruppo (più vicino) utilizzando i motori di ricerca della rete nazionale.

3 ) Raccontare agli amici le cose essenziali sulla vita di un GAS.

4 ) Formare un GAS proponendo agli interessati una serata conviviale attorno ad un tavolo.

5 ) Contattare un produttore per sciogliere il ghiaccio.

6 ) Farsi ospitare (a una riunione) di un GAS vicino e disponibile.

7 ) Suddividere gli incarichi (solidalmente) tra tutto il gruppo.

8 ) Programmare un calendario (ragionato) di acquisti.

9 ) Far crescere il gruppo.

10 ) Farsi conoscere.

Di un piccolo GAS noi facciamo già parte da un anno. Insieme, ogni settimana, compriamo i formaggi direttamente da un produttore qui vicino. Ci siamo uniti ad un gruppo che organizzava già l’acquisto da un po’, e piano piano ci stiamo muovendo anche con altri produttori. La passata di pomodoro dal Salento, la pasta bio. Per noi è un’esperienza nuova,  e il confronto con altri GAS, vivendo in un piccolo paese come il nostro, non c’è. Semplicemente perché altri GAS non ci sono. E allora, proprio mentre iniziavamo a pensare di aggiungere nuovi fornitori e di iniziare a programmare un po’ gli acquisti (dopo aver preso diversi contatti), devo dire che mi è stato utilissimo leggere questo libro che racconta le pratiche, i valori e le sfide dei Gruppi di Acquisto Solidale.

Utile per capire alcuni meccanismi, per avere spunti, per riflettere su come muoversi e come organizzare un po’ le idee, che sono tante ma che spesso, proprio per rimandare, non prendevano forma. Utile per capire un fenomeno in cui ci riconosciamo appieno, e che nel nostro piccolo spero contribuirà ad un consumo sempre più consapevole e attento.

E voi? Fate già parte di un GAS? Come è stata la vostra esperienza?

Per saperne di più: L’altra spesa – Consumare come il mercato non vorrebbe di Michele Bernelli e Giancarlo Marini

 

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Un Commento a “L’altra spesa, consumare come il mercato non vorrebbe”

  1. ZiaTati scrive:

    Finito! Scorre veloce questa lettura così interessante, soprattutto per me che, con alle spalle una “sofferta” ricerca (qualche anno fa) per la tesi di laurea sulla finanza etica, non smetto mai di stupirmi per quante pubblicazioni ci siano oggi a disposizione per chi si interessa di consumo critico, commercio equo e decrescita! Solo qualche anno fa i GAS erano pochissimi e praticare il consumo critico era parecchio più difficile! Personalmente mi sono piaciute molto le interviste agli economisti…ma dipende dalla mia deformazione professionale!

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